sabato 7 gennaio 2012

Morire prima ancora di imparare a camminare..e senza un perché..

Roma città violenta. Lo abbiamo pensato tutti negli ultimi mesi, ma quanto accaduto due giorni fa al proprietario cinese di un bar a Tor Pignattara, ha fatto rabbrividire anche i più duri: un'esecuzione in piena regola, proprio davanti alla sua attività commerciale. E quel che è peggio, una tragedia nella tragedia. Zhou al momento dell'agguato teneva in braccio Joy, la figlioletta di appena 9 mesi, con un risultato macabro. Un solo colpo di pistola. Figlia centrata in fronte e papà ucciso con la stessa pallottola. Il proiettile infatti, dopo aver trafitto la testa della bambina ha centrato in pieno il cuore del papà. Una coincidenza macabra, che però ha riportato ancora una volta d'attualità il tema sicurezza nella città eterna e nelle zone limitrofe. E lo ha fatto nel peggiore dei modi, con la morte di una creatura di soli 9 mesi, che si era appena affacciata alla vita. Ora il quartiere di Tor Pignattara alza le barricate, dichiarandosi non razzista, giovani e anziani raccontano che l'integrazione in quella zona di Roma non è un'utopia, ma un concetto ben chiaro a chiunque frequenti quelle strade. «Erano delle brave persone», spiegano i residenti riguardo ai cinesi che lavoravano nel bar dov'è avvenuto l'agguato. Eppure, ancora una volta, le strade di Roma si sono tinte di rosso sangue. E c'è un giallo nel giallo: il borsello contenente 16mila euro ritrovato dagli investigatori appena 24 ore dopo l'avvenuta esecuzione. Un particolare che fa perdere d'interesse la pista della rapina andata male. Perché i killer avrebbero abbandonato la borsa? Perché, dopo aver ucciso una bambina di 9 mesi e suo padre, si sarebbero sbarazzati del bottino? Anche a rischio di lasciare impronte digitali ben identificabili sulla borsa? Misteri che aleggiano nell'aria, e che non fanno altro che alimentare quel clima di paura nel quale ormai i romani, e tutti coloro che nella capitale studiano e lavorano, sono costretti a vivere. E con loro delle povere creature, come la piccola Joy, che prima ancora di imparare a camminare o a parlare, sono costrette ad imparare una lezione molto più dura e macabra: la vita è una continua guerra. E le strade sono piene di squilibrati. Basta un secondo, e tutto finisce. E' a loro che va data una risposta, va garantito un futuro. Il migliore possibile.

Cosimo

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