Nella pineta delle Acque Rosse si è consumato un crimine atroce: tre cittadini rumeni hanno violentato una donna di 33, originaria della Polonia. Ma la pineta lidense non è certo l'Infermo. Purtroppo però non è neanche il Paradiso, anche se con un briciolo di buona volontà da parte delle istituzioni potrebbe diventarlo. Il polmone verde del Mare di Roma potrebbe essere famoso per la varietà di specie animali, che hanno trovato lì il loro habitat perfetto, e per essere uno dei pochi lembi di Macchia Mediterranea ancora rimasti. Eppure ormai si è trasformata in un accampamento di persone che non hanno una casa, che riescono a guadagnare qualche soldo attraverso lo sfruttamento quotidiano dei caporali e che non hanno un posto migliore dove vivere. Certo sono stranieri. Certo tra loro ci sono anche criminali. Ma il problema non è questo: il problema è che la pineta delle Acque Rosse di Ostia entra nell'agenda politica di chi se ne dovrebbe occupare solo per un giorno, quello immediatamente successivo a qualche fatto di cronaca. e poi puff, svanisce di nuovo nel nulla, avvolta dalle tenebre più oscure. Per di più non è neanche sola in questo triste destino. Insieme a questo polmone verde del XIII Municipio, infatti, c'è anche la più famosa pineta di Castelfusano. Qui trovano spazio centinaia di accampamenti abusivi dove vivono un migliaio di stranieri ed extracomunitari senza permesso di soggiorno. E addirittura possibile realizzare una mappa: alle Acque Rosse ci sono slavi e albanesi, in via Mar Rosso i muratori arrivati dalla Romania, a Castelfusano le prostitute nigeriane, i transessuali brasiliani e i manovali polacchi. Gente che ogni giorno prende il bus per tornare nel proprio accampamento dopo l'ennesima giornata di sfruttamento. Le linee sono la 05 e quella del treno di Castelfusano, loro scendono alle rispettive fermate, scavalcano la staccionata e spariscono nelle loro baracche di lamiera, cartone e legno. A questo punto urge una soluzione perché i problemi sono tanti: sicurezza, degrado e criminalità. Reporter continuerà a seguire la vicenda da vicino, e vogliamo farlo insieme a voi: inviateci idee e proposte per risolvere la soluzione e restituire la giusta dignità agli spazi verdi e alle persone. Oltre che sicurezza a tutti i residenti.
Mario
Mario
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