Il litorale è sempre più un porto di mare. E non nel senso, positivo, che i Comuni del Mare di Roma hanno portato a compimento la costruzione dei loro approdi turistici, come quello di Anzio e Fiumicino. Ma nel senso che ormai ognuno si sente libero di arrivare sul litorale sud di Roma e realizzare tranquillamente i suoi loschi traffici. Violenza, omicidi, furti e spaccio di droga. L'escalation di criminalità non conosce soste e chi scrive non vorrebbe proprio essere nei panni dei rappresentanti delle forze dell'ordine che operano in questo territorio. Carabinieri, Polizia, Finanza e Guardia Costiera sono quotidianamente impegnate per garantire la sicurezza di residenti e turisti, questi ultimi continuando così presto saranno solo un lontano ricordo anche d'estate, e per sconfiggere il crimine. Ma anche loro hanno seri problemi, come la carenza di personale e di mezzi. Le due operazioni messe a segno oggi da Polizia e Carabinieri di Anzio, comunque, non fanno altro che confermare la tesi che segue: il Mare di Roma è in balia dei criminali. E passi pure per il tassista arrestato dalla Polizia neroniana per aver rubato una macchina uguale alla sua per ricavarne i pezzi di ricambio, questo può anche essere catalogato come un episodio sporadico. Ma il blitz dei Carabinieri mette davvero paura: i militari hanno arrestato due nigeriani che giravano tranquillamente per le vie del centro storico di Nettuno, portando a spasso in bicicletta un chilo di marijuana. Una volta in bici ci andavano le famiglie. E per strada si vedevano padri impegnati a spiegare ai figli come tenersi in equilibrio senza rotelle. Mettendo da parte la nostalgia per certi momenti, condivisibile o meno a seconda dei punti di vista, non si può comunque negare che la droga abbia invaso il litorale. La porta d'accesso diretta per il litorale è l'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, scelto dalle grandi organizzazioni criminali come luogo prediletto per far entrare la droga da immettere sul mercato romano e costiero, ma neanche le città più a sud vengono risparmiate. Inoltre il tratto di territorio compreso tra Fiumicino e Nettuno è stretto nella morsa della criminalità che controlla Roma e di quella che dal sud Italia è ormai arrivata a Latina. E guarda con interesse il Mare di Roma. E poi ci sono i criminali indipendenti, quelli che una volta sarebbero stati definiti "cani sciolti" e che oggi cercano di portare a termine loschi traffici senza legarsi a nessuna organizzazione. Insomma il caleidoscopio criminale è sempre più variegato e c'entra anche la crisi economica. Già, perché scippare un'anziana donna della sua catenina d'oro e rivenderla in gioielleria non è per nulla complicato. Per dirla tutta paga anche bene, peccato sia illegale. Così come non è difficile coltivare marijuana nel giardino di casa e poi rivenderla per strada. E che l'aumento dei crimini, più o meno piccoli e grandi, cresca in relazione alle difficoltà che la gente incontra per arrivare a fine mese è dimostrato dai dati e dalla quotidianità degli ultimi tempi. Magari il tassista di Aprilia arrestato dalla Polizia di Anzio non aveva i soldi per cambiare i pezzi della sua vettura e rimanendo a piedi sarebbe morto di fame insieme alla sua famiglia. Certo questo non è il luogo deputato a processare nessuno, ma è un'ipotesi comunque verosimile. Nel frattempo il Mare di Roma, purtroppo, è sempre più pericoloso e in pericolo. In pericolo perché sul litorale ci sono anche tantissime persone per bene, che ogni giorno compiono sacrifici enormi per vivere dignitosamente insieme alla propria famiglia e per portare avanti la propria attività imprenditoriale. Queste, insieme a studenti e pensionati, sono le persone che meritano più sicurezza.
Mario
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