venerdì 21 settembre 2012

Vietato giocare sulla pelle degli studenti

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Vietato giocare sulla pelle degli alunni. Il messaggio è forte e chiaro e chi di dovere lo avrebbe dovuto già capire in maniera autonoma, senza doverlo scoprire dalle colonne di un giornale. Chi di dovere, ovviamente, sono le amministrazioni comunali e tutti coloro che, a vario titolo, prendo decisione che riguardano il futuro delle nuove generazioni del Mare di Roma. D’accordo, il momento economico non è semplice per nessuno, gli Enti locali non possono disporre di fondi troppo elevati e con quei pochi soldi che sono in cassa bisogna garantire un’elevata dose di servizi. Tra questi, però, quello scolastico dovrebbe essere uno dei più importanti. Anche nel caso in cui la priorità di una delle amministrazioni cittadine del litorale non sia questa, comunque, ci ripetiamo: vietato giocare sulla pelle degli alunni. Eh già, perché alcune decisioni, prese in certe stanze dei bottoni, hanno un sapore più politico che istruttivo agli occhi di quei genitori che affidano i propri figli per gran parte dell’anno e per gran parte della giornata a un’istituzione primaria come la scuola. Un esempio? Eccolo: la ripartizione dei distretti scolastici ad Anzio, con istituti vicini ma lontani a livello amministrativo.

Mario

domenica 15 luglio 2012

Mentalità mancante..


Manca sempre qualcosa per trasformare la realtà di un paese, in una città degna di questo nome. Ne è la dimostrazione il concerto tenuto ieri sera a Nettuno da Anastacia. Un evento che poteva essere ricordato per decenni, e che invece non ha ottenuto quel riscontro che tutti credevano. Una star internazionale come la popstar americana, abituata a folle oceaniche nei suoi concerti, si è trovata di fronte a poco meno di 1500 persone. Perché? Colpa di una mancata informazione a livello nazionale? Di un pubblico poco avvezzo a questo genere di eventi? Della concomitanza con il concerto all’Olimpico di Tiziano Ferro? Speriamo di no, perché una big della canzone internazionale come Anastacia non può e non deve temere la concorrenza di un buon cantautore come Tiziano Ferro. Entrambi avrebbero potuto far registrare il tutto esaurito. Così non è stato. E nonostante Anastacia abbia deliziato con una voce da brividi gli spettatori dello Steno Borghese, un evento di questa caratura passerà inosservato. Trascinando dietro di sé qualche strascico polemico. E’ giusto pagare decine di migliaia di euro una cantante per un’ora e mezza di spettacolo? Possibile pagare così tanto dei biglietti salvo poi tentare di far entrare il maggior numero di persone con sconti subito dopo l’inizio dello show? E ci si ritrova in un vortice di chiacchiere e pettegolezzi con soluzioni sempre pronte a portata di mano. Ma la quadratura del cerchio così non arriva mai. Nettuno non investe nel turismo con spettacoli di rilievo? Sbagliato. Nettuno spende per portare in città artisti del calibro di Anastacia? Sbagliato. Salvo poi trovarsi a discutere in un bar e ricominciare tutto daccapo. Non uscendo mai dall’ottica di paese. La sintesi credo sia giusto affidarla ad un vecchio adagio popolare che recitava così: “tra chi la vo’ cotta e chi la vo’ cruda….”
Cosimo

mercoledì 9 maggio 2012

"Ce l'ho messa tutta e spero di aver lasciato un buon ricordo"

Rivolgo un ringraziamento cordiale affettuoso a tutti voi per avermi seguito in questi anni importanti per la città, faticosi ma ricchi di soddisfazioni politiche ma anche umane. Per aver sempre seguito con attenzione il lavoro del Comune. 


Per quanto mi riguarda ho cercato sempre di essere disponibile più possibile e ho cercato di accettare come è giusto che sia in democrazia qualsiasi punto di vista. Non parlo del lavoro amministrativo che è agli atti e nel consuntivo che ho lasciato alla città, ma parlo solo del risultato che ritengo un successo importante, un successo dell’Amministrazione uscente. Credo sia stata premiata da parte dell’elettorato la buona amministrazione di questi anni e la stabilità amministrativa.


La nuova Amministrazione raccoglie l’eredità di un’Amministrazione che ha lavorato sodo in questi anni e che ha lasciato segni tangibili e che quindi è stata riconosciuta come una buona Amministrazione. Un punto nobile del lavoro di questi anni è sicuramente l’opera di liberazione del mare dal cemento con abbattimento di ben 102 unità abitative abusive sul lungomare e nelle aree di pregio; un primato difficilmente raggiungibile non solo da Ardea ma da altre Amministrazioni italiane. Anche la nuova Amministrazione dovrà perseguire quest’azione: liberare il mare dal cemento diventa obiettivo prioritario per chiunque voglia dare sviluppo alla città.


Sono felicissimo che non sia stata approvata nessuna lottizzazione urbanistica durante il mio mandato. Una cosa più unica che rara per Ardea: non è stata fatta speculazione edilizia. In una città dove è difficile occuparsi di urbanistica, il fatto che nessuna lottizzazione urbanistica si sia fatta in questi anni qualcuno potrebbe considerarlo come un segno di cattiva Amministrazione: io lo considero come un segno di buona Amministrazione perché Ardea ha bisogno di riqualificare ciò che c’è, non di aggiungere altro cemento.


Una cosa negativa di questi anni? Qualche colpo basso, quelli non li digerisco, ma divento tenace nell’assicurarmi le vittorie dopo. Mi piacciono le battaglie alla luce del sole, faccia a faccia. Tra le cose positive sicuramente il quotidiano affetto che la gente mi ha sempre manifestato anche in questa campagna elettorale, sia amici che avversari.
Credo che su questo territorio, e in particolare sul litorale, occorre ragionare su una politica che faccia crescere e sviluppare il territorio stesso; mentre Roma si cimenta nell’area metropolitana, i comuni del litorale devono farsi trovare pronti.


Ritengo che il Sindaco Di Fiori, conoscitore della politica, dovrà cercare non solo di tenere la sua maggioranza, ma anche allargarla soprattutto sulle questioni importanti. Noi in questi anni abbiamo approvato le opere pubbliche sempre all’unanimità, anche con il voto dell’opposizione. Al nuovo Sindaco consiglio di far andare di pari passo mediazione politica e questioni, per il bene della città.


Ho dedicato a questa città anni della mia vita e l’ho fatto con amore. Ce l'ho messa tutta, spero di aver lasciato un buon ricordo e sono onorato di aver rappresentato i cittadini di Ardea. La città è cresciuta e progredita pur tra mille difficoltà riuscendo a intraprendere la giusta strada verso il riscatto economico, sociale e culturale.


Carlo Eufemi
ex sindaco di Ardea

mercoledì 2 maggio 2012

Numeri, lacrime e sangue...

Lacrime e sangue. Quando la crisi economica è iniziata, nessuno pensava che a distanza di un anno le cose potessero peggiorare, ma la sensazione oggi è quella che l'Italia sia ancora molto lontana dal quel benessere che molti si auguravano con l'avvento di Mario Monti alla Presidenza del Consiglio. la reintroduzione della vecchia Ici sugli immobili, un'ondata infinita di microtasse e l'aumento dell'Iva dal 20 al 21% (e non è detto che ad ottobre non si arrivi al 23%) hanno reso il Paese fragile. E qui non si parla di immagine europea, della forza che l'Italia può o deve mostrare a livello internazionale, ma più semplicemente della percezione che imprenditori e gente comune hanno di ciò che sta accadendo. E veniamo al concetto di lacrime e sangue. Famiglie distrutte, aziende quasi costrette dalla crisi al licenziamento della forza lavoro, 1 maggio trasformato da festa dei lavoratori in festa dei disoccupati, ed una valanga di suicidi dettati dalla crisi. Decine e decine di imprenditori arrivati a togliersi la vita in pochi mesi perché non riuscivano più a sopportare il fardello che portavano dentro. La chiusura quasi forzata della propria azienda, decine di famiglie sul lastrico, e la sensazione di non aver costruito nulla in decenni di fatica. Neanche l'eredità da lasciare ai propri figli, se non una montagna di debiti. E al Governo si discute ancora di tagli, di tasse da aumentare, di sacrifici economici da chiedere inevitabilmente agli italiani. E chissà se qualcuno avrà il tempo di accendere la tv, o di sfogliare un giornale. Se in Italia non si sta ancora assistendo a scene di delirio come in Grecia, la realtà da queste parti è ancora peggiore. Poca confusione, nessuno slogan urlato ad alta voce da milioni di persone, ma decine di suicidi silenziosi, milioni di lacrime versate da famiglie distrutte. E un'eco di dolore che ha unito Nord e Sud. Un "urlo silenzioso" pronto a varcare le pareti di Palazzo Chigi, infilandosi nei corridoi per svegliare le menti di chi gioca con i numeri. In fondo chissà, anche la Casta ha un'anima.

Cosimo

giovedì 26 aprile 2012

"Viva Anzio, viva l'Italia, via la Liberazione"


Saluto le autorità politiche, civili, religiose e militari, le Associazioni combattentistiche e d’arma, la Banda della Città di Anzio e tutti i cittadini che sono intervenuti a questa importante iniziativa che celebra il 67° Anniversario della Liberazione d’Italia. 
Il 25 aprile è un’importante commemorazione, in quanto costituisce una tappa fondamentale della storia del nostro Paese ma è da considerarsi anche una Festa che ci vede uniti all’insegna della Libertà e della Democrazia.
La Festa della Liberazione, inoltre, vuole anche celebrare l’importante ed essenziale contributo dato alla Resistenza dai nostri Partigiani per un’Italia libera. Non dobbiamo allo stesso tempo dimenticare i nostri tanti soldati che, dopo l’8 settembre, pur in una complessa situazione, senza tentennamenti, si sono schierati dalla parte della libertà e per un’Italia unita, con una sola bandiera: il nostro Tricolore.
Allo stesso tempo vogliamo anche ricordare l’apporto delle truppe alleate, che si immolarono a difesa dei nostri stessi ideali di libertà e di democrazia, anche con il sacrificio della propria vita.  
In quel contesto storico non dobbiamo dimenticare il sacrificio di tanti cittadini di Anzio che, con grande dignità, seppero sopportare enormi sacrifici tanto da meritare la Medaglia d’Oro al Merito Civile che, con orgoglio, è visibile sul nostro Gonfalone.  
Un pensiero ed un ringraziamento vogliamo rivolgerlo alle nostre Forze Armate che, con grande professionalità e sacrificio, sono impegnate nei vari teatri del mondo a difesa della dignità, della libertà e della pace di quei popoli.
La Festa della Liberazione ci deve vedere uniti nei valori fondanti della nostra Nazione, evidenziati nella nostra Costituzione Repubblicana in cui TUTTI ci dobbiamo riconoscere…. Valori della libertà di parola e di pensiero, di libertà di associazione, di libertà di religione, di diritto al lavoro ed alla casa: sulla base di questi valori si fonda l’Italia moderna.
Da tutto questo nasce, dopo gli anni della ricostruzione, il grande sviluppo dell’Italia unita.
Con lo stesso spirito dei nostri Padri, dai quali noi tutti dovremmo prendere esempio, abbiamo necessità di ripartire con un rinnovato e determinato slancio per dare un futuro migliore alle nuove generazioni.   
E’ da condividere l’intervento del Presidente della Repubblica che ha invitato tutte le istituzioni, le forze politiche e le associazioni all’affermazione di uno spirito unitario nelle celebrazioni del 25 aprile. 

«Nella Costituzione – ha detto il Presidente – possono ben riconoscersi anche quanti vissero diversamente gli anni dal 43 al 45, quanti ne hanno una diversa memoria ed esperienza personale o quanti ne hanno giudizi acquisiti. L’eredità spirituale e morale della Resistenza e la lotta per la Liberazione d’Italia, vivono nella Costituzione: Carta fondante della Repubblica, pietra miliare del nostro agire comune e della nostra identità nazionale».
Viva Anzio, Viva l’Italia, Viva La Liberazione.

Il sindaco di Anzio
Luciano Bruschini

mercoledì 25 aprile 2012

La Liberazione secondo Alessio Chiavetta


Buongiorno a tutti, saluto il Senatore Candido De Angelis, saluto l’Assessore provinciale Aurelio Lo Fazio, saluto il Sindaco di Anzio Luciano Bruschini, saluto il Generale di Brigata Luigi Tomaiuolo, saluto le rappresentanze combattentistiche e partigiane, saluto i rappresentanti delle Forze Armate e dei corpi di polizia operanti sul nostro territorio.

La data che oggi celebriamo, quella del 25 aprile 1945, è il termine conclusivo della lunga e sofferta esperienza della Resistenza, un percorso di riscatto e di rigenerazione del Paese offuscato da vent’anni di fascismo e dall’occupazione nazista. Voglio esporre un pensiero sul senso morale e politico della Resistenza: oltre all’effettivo contributo bellico delle azioni che hanno visto coinvolti i partigiani, attraverso la Resistenza l’Italia ha saputo riscoprire i valori della democrazia e della partecipazione attiva alla vita dello Stato che erano stati messi in ombra durante la dittatura fascista.

L’impegno dei partigiani e delle forze antifasciste in genere è scaturito proprio dalla volontà di essere una parte attiva nella rinascita dello Stato Italiano, una rigenerazione che non sarebbe mai potuta avvenire se la Liberazione fosse stata realizzata dai soli eserciti angloamericani. La parte più sana del Paese era consapevole della necessità di impegnarsi nel riscatto dell’Italia, un’azione che non solo riportò l’Italia a pieno titolo tra i paesi democratici ma fu cruciale per garantire un futuro di democrazia e benessere per le generazioni successive.

I protagonisti della Resistenza, uomini e donne che amavano l’Italia, hanno messo a rischio la propria vita per contrastare la dittatura fascista e per combattere l’occupazione nazista: hanno deciso di impegnarsi in prima persona consapevoli degli innumerevoli pericoli a cui andavano incontro, anteponendo a tutto il fine più alto, quello della libertà e della democrazia in Italia. Questi uomini e donne hanno dovuto operare in clandestinità, hanno dovuto lasciare le proprie case e i propri affetti più cari, e spesso hanno pagato con la vita il loro amor di patria: sono loro i veri eroi che hanno tenuto alto il nome dell’Italia negli anni bui dell’occupazione tedesca.

Insisto molto sul tema della partecipazione attiva e dell’impegno perché mai come in questi giorni il vento dell’antipolitica, del qualunquismo e della sfiducia generale nelle istituzioni sta allontanando le persone da una sana partecipazione alla vita democratica del Paese. Se è comprensibile lo scoraggiamento che ci colpisce in questo difficile momento in cui sono messe in discussione l’economia e persino la morale del sistema-Paese, la risposta che dobbiamo avere è quella di una reazione positiva di compartecipazione.

Dalla storia della Resistenza, dagli uomini e donne che si fecero partigiani, da chi, sopravvissuto alla guerra, si mise al servizio dello Stato per scrivere una nuova Costituzione che comprendesse tutti i valori per cui si era combattuto, da tutto questo dobbiamo prendere l’esempio per continuare a impegnarci per il nostro Paese, ricordando che la Repubblica è il bene di tutti e tutti dobbiamo partecipare a migliorare l’Italia, nell’interesse nostro e di chi verrà dopo di noi. Viva l’Italia, viva Nettuno, viva il 25 Aprile!

Il sindaco di Nettuno
Alessio Chiavetta 

lunedì 23 aprile 2012

Non c'è più tempo per aspettare...


L’attesa è finita. A differenza del passato, quando la paura di una discarica nella zona di Fiumicino era più un’idea che altro, ora le date ci sono. Ministero dell’Ambiente, Regione e Provincia entro la fine di giugno individueranno il sito definitivo. E la battaglia di amministratori, comitati ed aziende,dev’essere unitaria. Fiumicino ha deciso: No alla discarica. E la strategia studiata per evitare che il sito di Pizzo del Prete possa essere considerato idoneo, sta nel lancio, quasi immediato, della raccolta differenziata porta a porta. Nei giorni scorsi, in gran segreto, la commissione speciale rifiuti del comune di Fiumicino, ha incontrato l’assessore provinciale all’Ambiente Michele Civita, per discutere del progetto e considerare l’ipotesi di una partenza quasi immediata. In questo modo, stando alle considerazioni fatte dall’amministrazione comunale, Fiumicino potrebbe essere di fatto esclusa dalla lista dei siti indicati per la discarica. La gabella da pagare potrebbe essere quella di un ampliamento del centro Ama, ma nulla a che vedere con una nuova Malagrotta. L’idea è quella di schiacciare l’acceleratore su questa ipotesi.  Per capire come andrà, basterà aspettare soltanto un paio di mesi.

Cosimo