venerdì 21 settembre 2012

Vietato giocare sulla pelle degli studenti

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Vietato giocare sulla pelle degli alunni. Il messaggio è forte e chiaro e chi di dovere lo avrebbe dovuto già capire in maniera autonoma, senza doverlo scoprire dalle colonne di un giornale. Chi di dovere, ovviamente, sono le amministrazioni comunali e tutti coloro che, a vario titolo, prendo decisione che riguardano il futuro delle nuove generazioni del Mare di Roma. D’accordo, il momento economico non è semplice per nessuno, gli Enti locali non possono disporre di fondi troppo elevati e con quei pochi soldi che sono in cassa bisogna garantire un’elevata dose di servizi. Tra questi, però, quello scolastico dovrebbe essere uno dei più importanti. Anche nel caso in cui la priorità di una delle amministrazioni cittadine del litorale non sia questa, comunque, ci ripetiamo: vietato giocare sulla pelle degli alunni. Eh già, perché alcune decisioni, prese in certe stanze dei bottoni, hanno un sapore più politico che istruttivo agli occhi di quei genitori che affidano i propri figli per gran parte dell’anno e per gran parte della giornata a un’istituzione primaria come la scuola. Un esempio? Eccolo: la ripartizione dei distretti scolastici ad Anzio, con istituti vicini ma lontani a livello amministrativo.

Mario

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