«Se
mi votate faceremo naa bella fontanella». Così ha arringato la folla un
politico di Anzio in vista delle prime elezioni libere e democratiche dopo la
caduta del regime fascista e la fine della seconda guerra mondiale. Chi era
presente a quel comizio ancora lo ricorda (chiedete a qualche “nonno” per
averne la conferma) e oggi non si stupisce per ciò che sta accadendo. Per gli
anziani, infatti, è già tanto se chi viene eletto liberamente riesce a portare
a termine un compito “normale”; sono le nuove generazioni che “pretendono”
troppo dai politici, che vogliono aiuti e opportunità concrete per realizzare i
propri progetti, spesso ottimi e ambiziosi allo stesso tempo. Una fontanella in
cambio di un voto, in fin dei conti, all’epoca poteva essere un buon accordo.
Oggi no. Il mondo è cambiato. Sono cambiate le esigenze e le aspettative delle
persone, è mutato il ruolo della politica nei confronti della società civile e
anche quello del politico verso i suoi elettori. Purtroppo è cambiato anche il
valore economico della politica: ci sono sempre maggiori fondi, poltrone,
opportunità che fanno gola alla “casta eletta democraticamente”. Peccato che
sul Mare di Roma ci sia ancora qualche politico che scambia l’aver realizzato
qualcosa di “normale” per un motivo di vanto. Con tanto di cartelloni
pubblicitari affissi all’entrata della città che lo ritraggono in bella mostra
e fiero della sua opera. L’esempio più eclatante, non ce ne voglia, è quello
del sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta, che ha pensato bene di vantarsi della
realizzazione di un parco all’interno della propria città. L’informazione
campeggia in bella vista nei pressi del centro sportivo Santa Barbara e ritrae
il primo cittadino in compagnia di Zingaretti. La domanda sorge spontanea: ma
non è normale realizzare un parco in città? A quanto pare la risposta,
altrettanto spontanea, è no. Perché se si sceglie di puntare su questa opera
per promuovere la propria azione di governo vuol dire che si ritiene la stessa
qualcosa di straordinario. Ed il punto è proprio questo: siamo tornati ai tempi
del «Se mi votate faceremo naa bella fontanella».
Mario
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