lunedì 4 febbraio 2013

«Faceremo na bella fontanella»


«Se mi votate faceremo naa bella fontanella». Così ha arringato la folla un politico di Anzio in vista delle prime elezioni libere e democratiche dopo la caduta del regime fascista e la fine della seconda guerra mondiale. Chi era presente a quel comizio ancora lo ricorda (chiedete a qualche “nonno” per averne la conferma) e oggi non si stupisce per ciò che sta accadendo. Per gli anziani, infatti, è già tanto se chi viene eletto liberamente riesce a portare a termine un compito “normale”; sono le nuove generazioni che “pretendono” troppo dai politici, che vogliono aiuti e opportunità concrete per realizzare i propri progetti, spesso ottimi e ambiziosi allo stesso tempo. Una fontanella in cambio di un voto, in fin dei conti, all’epoca poteva essere un buon accordo. Oggi no. Il mondo è cambiato. Sono cambiate le esigenze e le aspettative delle persone, è mutato il ruolo della politica nei confronti della società civile e anche quello del politico verso i suoi elettori. Purtroppo è cambiato anche il valore economico della politica: ci sono sempre maggiori fondi, poltrone, opportunità che fanno gola alla “casta eletta democraticamente”. Peccato che sul Mare di Roma ci sia ancora qualche politico che scambia l’aver realizzato qualcosa di “normale” per un motivo di vanto. Con tanto di cartelloni pubblicitari affissi all’entrata della città che lo ritraggono in bella mostra e fiero della sua opera. L’esempio più eclatante, non ce ne voglia, è quello del sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta, che ha pensato bene di vantarsi della realizzazione di un parco all’interno della propria città. L’informazione campeggia in bella vista nei pressi del centro sportivo Santa Barbara e ritrae il primo cittadino in compagnia di Zingaretti. La domanda sorge spontanea: ma non è normale realizzare un parco in città? A quanto pare la risposta, altrettanto spontanea, è no. Perché se si sceglie di puntare su questa opera per promuovere la propria azione di governo vuol dire che si ritiene la stessa qualcosa di straordinario. Ed il punto è proprio questo: siamo tornati ai tempi del «Se mi votate faceremo naa bella fontanella».

Mario

Nessun commento:

Posta un commento