mercoledì 2 maggio 2012

Numeri, lacrime e sangue...

Lacrime e sangue. Quando la crisi economica è iniziata, nessuno pensava che a distanza di un anno le cose potessero peggiorare, ma la sensazione oggi è quella che l'Italia sia ancora molto lontana dal quel benessere che molti si auguravano con l'avvento di Mario Monti alla Presidenza del Consiglio. la reintroduzione della vecchia Ici sugli immobili, un'ondata infinita di microtasse e l'aumento dell'Iva dal 20 al 21% (e non è detto che ad ottobre non si arrivi al 23%) hanno reso il Paese fragile. E qui non si parla di immagine europea, della forza che l'Italia può o deve mostrare a livello internazionale, ma più semplicemente della percezione che imprenditori e gente comune hanno di ciò che sta accadendo. E veniamo al concetto di lacrime e sangue. Famiglie distrutte, aziende quasi costrette dalla crisi al licenziamento della forza lavoro, 1 maggio trasformato da festa dei lavoratori in festa dei disoccupati, ed una valanga di suicidi dettati dalla crisi. Decine e decine di imprenditori arrivati a togliersi la vita in pochi mesi perché non riuscivano più a sopportare il fardello che portavano dentro. La chiusura quasi forzata della propria azienda, decine di famiglie sul lastrico, e la sensazione di non aver costruito nulla in decenni di fatica. Neanche l'eredità da lasciare ai propri figli, se non una montagna di debiti. E al Governo si discute ancora di tagli, di tasse da aumentare, di sacrifici economici da chiedere inevitabilmente agli italiani. E chissà se qualcuno avrà il tempo di accendere la tv, o di sfogliare un giornale. Se in Italia non si sta ancora assistendo a scene di delirio come in Grecia, la realtà da queste parti è ancora peggiore. Poca confusione, nessuno slogan urlato ad alta voce da milioni di persone, ma decine di suicidi silenziosi, milioni di lacrime versate da famiglie distrutte. E un'eco di dolore che ha unito Nord e Sud. Un "urlo silenzioso" pronto a varcare le pareti di Palazzo Chigi, infilandosi nei corridoi per svegliare le menti di chi gioca con i numeri. In fondo chissà, anche la Casta ha un'anima.

Cosimo

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