Buongiorno a tutti, saluto il Senatore Candido De
Angelis, saluto l’Assessore provinciale Aurelio Lo Fazio, saluto il Sindaco di
Anzio Luciano Bruschini, saluto il Generale di Brigata Luigi Tomaiuolo, saluto
le rappresentanze combattentistiche e partigiane, saluto i rappresentanti delle
Forze Armate e dei corpi di polizia operanti sul nostro territorio.
La data che oggi celebriamo,
quella del 25 aprile 1945, è il termine conclusivo della lunga e sofferta
esperienza della Resistenza, un percorso di riscatto e di rigenerazione del
Paese offuscato da vent’anni di fascismo e dall’occupazione nazista. Voglio
esporre un pensiero sul senso morale e politico della Resistenza: oltre
all’effettivo contributo bellico delle azioni che hanno visto coinvolti i
partigiani, attraverso la Resistenza l’Italia ha saputo riscoprire i valori
della democrazia e della partecipazione attiva alla vita dello Stato che erano
stati messi in ombra durante la dittatura fascista.
L’impegno dei
partigiani e delle forze antifasciste in genere è scaturito proprio dalla
volontà di essere una parte attiva nella rinascita dello Stato Italiano, una
rigenerazione che non sarebbe mai potuta avvenire se la Liberazione fosse stata
realizzata dai soli eserciti angloamericani. La parte più sana del Paese era
consapevole della necessità di impegnarsi nel riscatto dell’Italia, un’azione
che non solo riportò l’Italia a pieno titolo tra i paesi democratici ma fu cruciale
per garantire un futuro di democrazia e benessere per le generazioni
successive.
I protagonisti
della Resistenza, uomini e donne che amavano l’Italia, hanno messo a rischio la
propria vita per contrastare la dittatura fascista e per combattere l’occupazione
nazista: hanno deciso di impegnarsi in prima persona consapevoli degli
innumerevoli pericoli a cui andavano incontro, anteponendo a tutto il fine più
alto, quello della libertà e della democrazia in Italia. Questi uomini e donne
hanno dovuto operare in clandestinità, hanno dovuto lasciare le proprie case e
i propri affetti più cari, e spesso hanno pagato con la vita il loro amor di
patria: sono loro i veri eroi che hanno tenuto alto il nome dell’Italia negli
anni bui dell’occupazione tedesca.
Insisto molto
sul tema della partecipazione attiva e dell’impegno perché mai come in questi
giorni il vento dell’antipolitica, del qualunquismo e della sfiducia generale
nelle istituzioni sta allontanando le persone da una sana partecipazione alla
vita democratica del Paese. Se è comprensibile lo scoraggiamento che ci
colpisce in questo difficile momento in cui sono messe in discussione
l’economia e persino la morale del sistema-Paese, la risposta che dobbiamo
avere è quella di una reazione positiva di compartecipazione.
Dalla storia della Resistenza, dagli uomini e donne
che si fecero partigiani, da chi, sopravvissuto alla guerra, si mise al
servizio dello Stato per scrivere una nuova Costituzione che comprendesse tutti
i valori per cui si era combattuto, da tutto questo dobbiamo prendere l’esempio
per continuare a impegnarci per il nostro Paese, ricordando che la Repubblica è
il bene di tutti e tutti dobbiamo partecipare a migliorare l’Italia,
nell’interesse nostro e di chi verrà dopo di noi. Viva l’Italia, viva Nettuno,
viva il 25 Aprile!
Il sindaco di Nettuno
Alessio Chiavetta
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