martedì 17 aprile 2012

Quando si ruba per fame...


Per la serie: quando si ruba per fame. Una volta nei supermercati si rubavano superalcolici, profumi e cosmetici, tanto che i gestori di numerose attività commerciali li hanno messi sotto chiave, oggi però non è più così, e sotto le maglie di improvvisati ladri, più che altro persone affamate che non arrivano neanche a metà mese, finiscono prodotti di prima necessità, quali pane, pasta e formaggi. «Oggi i furti riguardano principalmente carne e parmigiano. Se una volta quindi si rubava per sfizio, magari per avere un profumo nuovo che non ci si poteva permettere, oggi invece il reato viene consumato a causa dei morsi della fame. E dove è difficile impossessarsi direttamente di un prodotto senza pagarlo, lo si consuma direttamente all’interno del negozio, dove ci sfama a suon di merendine. Oltre ai supermercati nel mirino dei nuovi ladri, persone che rubano per mangiare, ci sono anche i campi coltivati. Quelle grandi piantagioni di ortaggi e verdura dove ormai va di moda una nuova e illegale forma di spesa proletaria. Eh già illegale, perché se rubare per fame è senza dubbio differente dal farlo per arricchirsi, non va dimenticato che sempre di reato si tratta. E poi non va messo in secondo piano neppure il fatto che le vittime dei furti sono persone, agricoltori nel caso specifico, a loro volta alle prese con una crisi che non passa. Provate a chiedere alla Confederazione Italiana degli Agricoltori, che ha denunciato un picco di piccoli furti messi a segno da ladri improvvisati. Come quelli di scarola e carciofi. Proprio quest’ultimo caso ha lasciato il segno sul contadino vittima della razzia, perché oltre ai carciofi sottratti sono state anche danneggiate le piante e ciò avrà gravi ripercussioni sui raccolti futuri. E se nel 2011 la Coldiretti ha registrato furti nei supermercati d’Italia per tre miliardi di euro, chi vive e lavora nei campi non se la passa certo meglio. Il fenomeno, infine, sta colpendo a macchia d’olio anche le città del Mare di Roma, come Nettuno e Fiumicino, che oltre al litorale fanno affidamento anche su una lunga tradizione agricola. Una tradizione oggi messa in pericolo da nuovi ladri occasionali, disperati, inesperti e soprattutto
affamati.

Mario

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