Anziani nel mirino. Una volta erano la memoria storica
delle singole città, persone dalle quali prendere esempio, e da trattare coi
guanti. Oggi invece, la situazione si è capovolta, e quegli stessi anziani
vengono visti come un peso dal quale liberarsi per favorire altri utenti. Lo
conferma un operatore sanitario, che preferisce però rimanere nell’anonimato per
paura di richiami disciplinari: «E’ brutto dirlo – spiega – ma in molti casi
sono proprio gli anziani ad intasare i Pronto Soccorso, quando invece avrebbero
solo bisogno di un posto in lungodegenza. E spesso sono proprio le case di cura
a spedirli in Pronto Soccorso, pur sapendo che non si tratta della soluzione
più adatta alle loro esigenze». Una visione simile a quella di Luciano
Graziani, sindacalista Fials, che ammette: «Il conto è semplice: se togli un
anziano che non necessità di cure dal Pronto Soccorso, liberi una barella che
può essere utilizzata da un altro paziente. La verità è questa, e considerando
la scarsità di lettighe disponibili è un calcolo da effettuare». «Ma prima di
tutto va realizzato un filtro – riprende l’operatore anonimo - perché nella stragrande
maggioranza dei casi le ambulanze vengono chiamate per questioni inutili. E’
alla base che va effettuata una scrematura. Solo così possiamo riuscire a
lavorare nel migliore dei modi e dedicare il giusto tempo a tutti». Bisognerà
capire cosa ne pensano gli anziani. I loro diritti, in fondo, valgono tanto
quanto quelli di un ragazzo di 30 anni.
Cosimo
Nessun commento:
Posta un commento