domenica 25 marzo 2012

"Questa Giunta non ci piace"


Per molti motivi non ci sono piaciute le azioni di governo della città messe in atto dalla giunta guidata da Alessio Chiavetta, come abbiamo già pubblicamente detto diverse volte Aspettavamo un cambiamento, aria nuova e trasparenza, ma le istanze dei cittadini sono rimaste del tutto inascoltate. Era ed è urgente a Nettuno, costruire un modello diverso della gestione amministrativa, una città diversa, per il bene di tutti per un miglioramento della qualità della vita, per girare, finalmente, pagina da uno stile di gestione della cosa pubblica guidato da gruppi di potere e famiglie che sono sempre le stesse da quarant’anni e che in maniera molto disinvolta, migrano da formazioni di destra o di sinistra a seconda della convenienza. L’aria nuova che doveva cambiare Nettuno, dopo il triste periodo del commissariamento seguito allo scioglimento per infiltrazioni con la malavita organizzata della giunta Marzoli, non è arrivata, per questo corriamo seriamente il rischio di consegnare la città nelle mani del centro destra. L’elettorato di sinistra è profondamente demotivato dalle azioni della giunta in carica. Bisogna quindi attivare velocemente una serie di percorsi virtuosi della politica, accogliere le istanze dei cittadini. Serve un governo della cosa pubblica caratterizzato dalla buona politica, che è quello dove la priorità è l’interesse collettivo la difesa dei beni comuni. Sia a livello nazionale che locale, ormai, parlare di disaffezione dell’elettorato nei confronti della politica è diventata quasi una moda. Sociologi, filosofi, politogi e studiosi di ogni tipo decantano questa disaffezione come vera e tangibile. Ma è così perché è la politica ad essere distante è dai cittadini e non il contrario, è anzi facilmente dimostrabile che le persone si sentono partecipi di un progetto comune quando si rendono conto che attraverso una loro azione possono cambiare davvero il corso delle cose. Per la città di Nettuno, la mia città, occorre costruire un modello diverso della gestione amministrativa, una città nuova, per il bene di tutti per il miglioramento della qualità della vita, per evitare altre cementificazioni ed altri danni oltre quelli già subiti dal verde e dal tessuto urbano. Per questo siamo disponibili al dialogo con tutti quelli che condividono il nostro pensiero di “città vivibile”, per questo occorre attivare dentro ai partiti quel grande processo di apertura e democratizzazione che è rappresentato dalle primarie. Occorre nuova motivazione per i cittadini di sinistra, serve rivivificare la sinistra con percorsi di buona politica che devono interessare in primo luogo il PD , per questo chiediamo a viva voce le primarie di coalizione della sinistra. E’ indispensabile ed improrogabile, un incontro tra le forze moderate del centrosinistra, per un completo ricambio della classe dirigente, fondato su un codice etico e sull’onesta e sulla competenza dei candidati da mettere in campo, per costruire un'alleanza programmatica, capace di allestire un progetto efficace e credibile, in grado di affrontare le elezioni cittadine.La scelta del candidato a sindaco, dovrà essere affidata ai cittadini mediante le primarie di coalizione, strumento ormai collaudato ed in grado di coinvolgere anche quella parte di elettori, ormai scettici di fronte ad una classe politica che ha fatto di tutto per non farsi apprezzare. Siamo convinti che tutti i partiti della coalizione, noi in primis, ed anche eventuali rappresentanze dei comitati, delle associazioni hanno al loro interno personalità forti e capaci, in grado di proporsi per la gestione della nostra città e per il ruolo di sindaco. Le primarie di coalizione della sinistra, restano l'unico strumento democratico in grado di fare prevalere il migliore dei candidati”. Il mio partito, Sinistra Ecologia e Libertà è nato per unire la sinistra, anche per questo siamo disponibili al dialogo con tutti quelli che condividono il nostro pensiero per costruire finalmente un nuovo ciclo positivo della storia della città.

Francesca Tammone

lunedì 19 marzo 2012

Avviso ai viaggiatori: non pagate quel biglietto...

Avviso ai viaggiatori di Trenitalia: non pagate il biglietto quando salite sul treno. I motivi sono semplici e sono sostanzialmente due: il controllore non passa quasi mai e quando passa basta inventare una scusa per evitare la multa. Questa mattina ho preso il regionale Roma Termini-Nettuno delle 11,07 partito dalla stazione romana e all'altezza della stazione di Campoleone ho avuto una visione: un controllore. Arrivato il mio turno ho esibito al tutore dell'ordine di Trenitalia il mio biglietto regolarmente obliterato (come si vede dalla foto) da 50 chilometri perché sono sceso a Padiglione. Accanto a me tre stranieri, ma non si tratta certo di un post razzista questo e per averne la conferma basta continuare a leggere, hanno blaterato qualcosa in italiano stentato e il controllore si è limitato a guardarli male e a ricordare loro che se il biglietto non viene obliterato scatta una multa di 50 euro. Multa che non è arrivata né per i tre stranieri né per la signora italiana controllata subito dopo: anche lei non aveva timbrato il tagliando di viaggio e anche lei ha accampato una delle classiche scuse del campionario del viaggiatore abusivo: "Sono salita all'ultimo e se avessi timbrato il biglietto non avrei fatto in tempo a prendere il treno". Peccato che in casi del genere il regolamento impone al viaggiatore di cercare il controllore e farsi obliterare il biglietto, pena la solita multa di 50 euro. Insomma il controllore del regionale Roma-Nettuno delle 11,07 ha deliberatamente, il motivo è proprio difficile da immaginare, scelto di far perdere alla società 200 euro di introiti e di non punire chi viaggia senza aver comprato o timbrato il biglietto. A quel punto una domanda mi è uscita spontanea: "Scusi ma io il biglietto che l'ho timbrato a fare?". "Arrivederci" è stata la risposta. A questo punto conviene non comprare il biglietto, tanto la multa in qualche modo la si può evitare e tanto il servizio di viaggio non è assolutamente degno di essere chiamato in questo modo. Il problema è che a rimetterci sono sempre coloro che lo pagano questo biglietto. E non io nel caso specifico, visto che prendo pochissimo il treno, ma coloro che lo usano ogni giorno e che ogni spendono spendono soldi e soldi per l'abbonamento.

Mario

sabato 10 marzo 2012

Gli anziani sono un peso?


Anziani nel mirino. Una volta erano la memoria storica delle singole città, persone dalle quali prendere esempio, e da trattare coi guanti. Oggi invece, la situazione si è capovolta, e quegli stessi anziani vengono visti come un peso dal quale liberarsi per favorire altri utenti. Lo conferma un operatore sanitario, che preferisce però rimanere nell’anonimato per paura di richiami disciplinari: «E’ brutto dirlo – spiega – ma in molti casi sono proprio gli anziani ad intasare i Pronto Soccorso, quando invece avrebbero solo bisogno di un posto in lungodegenza. E spesso sono proprio le case di cura a spedirli in Pronto Soccorso, pur sapendo che non si tratta della soluzione più adatta alle loro esigenze». Una visione simile a quella di Luciano Graziani, sindacalista Fials, che ammette: «Il conto è semplice: se togli un anziano che non necessità di cure dal Pronto Soccorso, liberi una barella che può essere utilizzata da un altro paziente. La verità è questa, e considerando la scarsità di lettighe disponibili è un calcolo da effettuare». «Ma prima di tutto va realizzato un filtro – riprende l’operatore anonimo - perché nella stragrande maggioranza dei casi le ambulanze vengono chiamate per questioni inutili. E’ alla base che va effettuata una scrematura. Solo così possiamo riuscire a lavorare nel migliore dei modi e dedicare il giusto tempo a tutti». Bisognerà capire cosa ne pensano gli anziani. I loro diritti, in fondo, valgono tanto quanto quelli di un ragazzo di 30 anni.

Cosimo 

venerdì 9 marzo 2012

I soldi non danno la felicità ma aiutano la salute

I soldi non fanno la felicità, recita un vecchio detto popolare. A parte che anche questo è tutto da dimostrare, i soldi comunque possono togliere la salute. E la conferma arriva da quanto sta accadendo in questi giorni all’interno dei pronto soccorso del litorale, a partire da quelli di Roma, dove i massaggi cardiaci vengono praticati su un freddo e sporco pavimento. I soldi sono gli assoluti protagonisti di questa vicenda, che se non riguardasse la salute di migliaia di persone sarebbe davvero comica. La sanità rischia il collasso perché nell’ultimo periodo sono stati tagliati 45mila posti letto in tutta Italia, in nome di un piano di austerity indotto dalla crisi economica e dall’aumento dello spread. Più cresce e più le persone comuni rischiano di morire all’interno del luogo deputato per eccellenza a occuparsi di loro. A gravare sul sistema sanitario è anche la soglia di povertà verso la quale stanno precipitando le famiglie del litorale, perché presentarsi al pronto soccorso quando si ha bisogno di un esame strumentale comporterà anche attese infinite, ma è di certo l’unico modo per risparmiare fior fiori di quattrini e sottoporsi alla tac di cui si ha bisogno. E infine la colpa è di nuovo dei soldi: il modello di medicina italiano ha puntato sulla cura e non sul mantenimento della salute; eppure in America uno studio del Milken Institute di Santa Monica ha dimostrato che entro il 2023 con la prevenzione si potrebbe ridurre del 27% il costo economico delle malattie e si potrebbe aumentare il Pil di 905 miliardi di dollari.

Mario 

lunedì 5 marzo 2012

Il silenzio della politica

Mettiamola così. circa dieci giorni fa Reporter si è occupato dei problemi inerenti la realizzazione del porto di Fiumicino, del blocco dei lavori e dei crediti che diverse società della zona vantano nei confronti del gruppo Acqua Marcia. 5,5 milioni di euro complessivi che stanno gettando sul lastrico diverse ditte di Fiumicino, per un totale di quasi 100 famiglie coinvolte. Così, nel tentativo di dar voce a chi in un modo o nell'altro rappresenta la città, abbiamo inviato una serie di mail ai partiti politici della zona. Questo il testo della mail: «Per questo numero del giornale vorremmo realizzare un servizio di due pagine sul porto di Fiumicino, i cui lavori sono bloccati ormai da tempo. Avrei piacere, se ne aveste la possibilità, di ricevere delle vostre dichiarazioni via mail in tal senso, analizzando tutta la situazione per capire chi, e dove, ha sbagliato. E come se ne esce». Inutile dire quali fossero le nostre aspettative: decine di mail di risposta di esponenti politici indignati per la situazione creatasi in città. Com'è andata? Nessuna risposta. Oggi, notizia dell'ultimora, Francesco Bellavista Caltagirone, presidente del gruppo Acqua Marcia, che sta effettuando i lavori a Fiumicino, è stato arrestato a Imperia con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato nella realizzazione del porto ligure. La speranza è che oggi, o nei giorni a venire, non arrivino comunicati dalle forze politiche di Fiumicino inerenti la vicenda. Un detto popolare recita: "Dopo è facile". Dovevate pensarci prima. Noi, a modo nostro, uno spunto ve lo avevamo dato....
Cosimo