martedì 14 febbraio 2012

Monti medaglia d'oro

Le Olimpiadi del 2020 non si svolgeranno a Roma. Ma Reporter, sostituendosi per un solo istante e per gioco al Coni, una medaglia d'oro vuole lo stesse assegnarla, e sul gradino più alto del podio sale proprio il premier Mario Monti. Che questo pomeriggio ha rifiutato di firmare il documento per dare il via alla candidatura capitolina, dimostrando realismo e coraggio. Il Governo ha detto di no perché «non ritiene che sarebbe responsabile nelle attuale condizioni dell'Italia assumere un impegno di garanzia». E come dargli torto. Prima di addentrarci nella motivazione della nostra presa di posizione, snocciolando dati e numeri che forse i più ottimisti hanno già dimenticato, comunque chiariamo subito un aspetto fondamentale: Corsivi d'Autore è uno spazio in cui tutti possono esprimere la propria opinione e noi non riteniamo assolutamente di essere i depositari di una verità assoluta. La nostra è solo un'opinione, nostra per l'appunto, e chi la pensa in maniera diversa può dire la sua. Dopo il no del Governo, comunque, non possiamo che essere soddisfatti, visto che già nei giorni scorsi su questo blog è apparso un post per invitare l'Esecutivo a non continuare nella tradizione tutta italiana di mettere ciliegine su torte che non esistono. Comunque non è certo merito nostro della mancata candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.
Ora, però, è tempo di motivare la nostra presa di posizione, facilitando così il compito di chi vorrà criticare le idee espresse.

I conti di Carraro e Forte
Roma 2020 sarebbe venuta a costare, secondo i conti della commissione composta da Carraro e dal professor Forte, 8,2 miliardi di euro, di cui 4,7 a carico dello Stato e 3,5 dei privati, tradotto degli sponsor. per quanto riguarda i ricavi invece la manifestazione avrebbe permesso di incassare 8,1 miliardi di euro in occasione dei Giochi e altri 17,7 miliardi fino al 2025, grazie all'indotto. Inoltre sarebbero nati 40mila nuovi posti di lavoro.

I dubbi del Governo
I costi: il primo dubbio di Monti è stato quello legato ai costi e sicuramente è quello che ha inciso di più nel suo rifiuto finale. La Grecia è andata in default proprio a causa dell'aumento dei costi preventivati per le Olimpiadi e l'Italia non è poi così lontana, a livello di crisi e situazione economica, dalla stessa Grecia. Senza arrivare alla situazione limite, comunque, anche Londra 2012 verrà a costare molto di più di quanto si pensasse all'inizio: 14 miliardi di euro contro i 10 messi in preventivo.
Gli sponsor: i 3,5 miliardi che Carraro e Forte pensavano di poter ottenere dai privati rappresentano una chiave di lettura fin troppo ottimistica, perché nessuna Olimpiade è mai arrivata a tanto e la stessa Londra si è fermata a 2,5 miliardi. Nel caso in cui non fosse stato raggiunto il finanziamento messo in preventivo alla fine sarebbe dovuto essere il Governo, e quindi tutti i cittadini, l'incaricato a tirare fuori altro denaro.
La gestione degli impianti: Quanto accaduto durante Italia '90 è ancora una ferita aperta nelle casse statali, ma senza andare così indietro nel tempo precedenti poco positivi, che hanno spinto Monti a non disegnare i cinque cerchi sul documento trovato sulla propria scrivania, arrivano anche da Torino 2006 e dai mondiali di nuoto di Roma 2009. Nel primo caso il 62% delle infrastrutture realizzato è stato collaudato dopo la cerimonia di chiusura e il 50%, invece, non è mai stato costruito. Nel secondo caso l'impianto di Tor Vergata è finito nel mirino della Magistratura, che sta cercando di capire come siano stati utilizzati il 400 milioni di euro di budget visto che l'opera è ancora un cantiere aperto; l'altro impianto di Ostia è stato ed è al centro delle polemiche e ad Anzio è stata costruita una vasca scoperta che viene usata solo per 3 mesi l'anno.

Insomma, a conti fatti secondo noi la medaglia d'oro assegnata a Monti è più che meritata. E voi che ne dite?

Mario


Nessun commento:

Posta un commento