«Il posto fisso è noioso». «Sarà anche noioso ma a
casa mia abbiamo l’abitudine di mangiare tutti i giorni». C’era una volta
l’Italia, una Repubblica democratica fondata sul lavoro. C’era una volta, ma
ora rischia di non esserci più, perché il botta e risposta, in differita, tra
il premier Mario Monti e un anonimo internauta è la sintesi perfetta della
situazione in cui versa lo Stivale. Le nuove generazioni sono stanche di
aspettare ed elemosinare un impiego; prima è stato loro raccontato che per
trovare un buon lavoro bisognava conseguire una laurea e ora che la maggior
parte ha in mano quel tanto agognato pezzo di carta il lavoro non c’è. Pardon,
il lavoro ci sarebbe anche, ma a progetto oppure a tempo determinato e senza
ferie, senza malattie e tantissimi altri senza. In poche parole senza nessuna
tutela. Il problema principale che la politica italiana e la società civile non
hanno ancora compreso, però, è che un giovane non ci mette mica tanto a
raccogliere le sue cose e partire verso altri lidi. Con una valigia che oggi
non sarà certo di cartone, ma il risultato potrebbe essere peggiore di allora:
senza giovani non c’è futuro per l’Italia.
Mario
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