Vietato giocare sulla pelle degli alunni. Il messaggio è
forte e chiaro e chi di dovere lo avrebbe dovuto già capire in maniera
autonoma, senza doverlo scoprire dalle colonne di un giornale. Chi di dovere,
ovviamente, sono le amministrazioni comunali e tutti coloro che, a vario
titolo, prendo decisione che riguardano il futuro delle nuove generazioni del
Mare di Roma. D’accordo, il momento economico non è semplice per nessuno, gli
Enti locali non possono disporre di fondi troppo elevati e con quei pochi soldi
che sono in cassa bisogna garantire un’elevata dose di servizi. Tra questi,
però, quello scolastico dovrebbe essere uno dei più importanti. Anche nel caso
in cui la priorità di una delle amministrazioni cittadine del litorale non sia
questa, comunque, ci ripetiamo: vietato giocare sulla pelle degli alunni. Eh
già, perché alcune decisioni, prese in certe stanze dei bottoni, hanno un
sapore più politico che istruttivo agli occhi di quei genitori che affidano i
propri figli per gran parte dell’anno e per gran parte della giornata a
un’istituzione primaria come la scuola. Un esempio? Eccolo: la ripartizione dei
distretti scolastici ad Anzio, con istituti vicini ma lontani a livello
amministrativo.
Mario
Mario