mercoledì 9 maggio 2012

"Ce l'ho messa tutta e spero di aver lasciato un buon ricordo"

Rivolgo un ringraziamento cordiale affettuoso a tutti voi per avermi seguito in questi anni importanti per la città, faticosi ma ricchi di soddisfazioni politiche ma anche umane. Per aver sempre seguito con attenzione il lavoro del Comune. 


Per quanto mi riguarda ho cercato sempre di essere disponibile più possibile e ho cercato di accettare come è giusto che sia in democrazia qualsiasi punto di vista. Non parlo del lavoro amministrativo che è agli atti e nel consuntivo che ho lasciato alla città, ma parlo solo del risultato che ritengo un successo importante, un successo dell’Amministrazione uscente. Credo sia stata premiata da parte dell’elettorato la buona amministrazione di questi anni e la stabilità amministrativa.


La nuova Amministrazione raccoglie l’eredità di un’Amministrazione che ha lavorato sodo in questi anni e che ha lasciato segni tangibili e che quindi è stata riconosciuta come una buona Amministrazione. Un punto nobile del lavoro di questi anni è sicuramente l’opera di liberazione del mare dal cemento con abbattimento di ben 102 unità abitative abusive sul lungomare e nelle aree di pregio; un primato difficilmente raggiungibile non solo da Ardea ma da altre Amministrazioni italiane. Anche la nuova Amministrazione dovrà perseguire quest’azione: liberare il mare dal cemento diventa obiettivo prioritario per chiunque voglia dare sviluppo alla città.


Sono felicissimo che non sia stata approvata nessuna lottizzazione urbanistica durante il mio mandato. Una cosa più unica che rara per Ardea: non è stata fatta speculazione edilizia. In una città dove è difficile occuparsi di urbanistica, il fatto che nessuna lottizzazione urbanistica si sia fatta in questi anni qualcuno potrebbe considerarlo come un segno di cattiva Amministrazione: io lo considero come un segno di buona Amministrazione perché Ardea ha bisogno di riqualificare ciò che c’è, non di aggiungere altro cemento.


Una cosa negativa di questi anni? Qualche colpo basso, quelli non li digerisco, ma divento tenace nell’assicurarmi le vittorie dopo. Mi piacciono le battaglie alla luce del sole, faccia a faccia. Tra le cose positive sicuramente il quotidiano affetto che la gente mi ha sempre manifestato anche in questa campagna elettorale, sia amici che avversari.
Credo che su questo territorio, e in particolare sul litorale, occorre ragionare su una politica che faccia crescere e sviluppare il territorio stesso; mentre Roma si cimenta nell’area metropolitana, i comuni del litorale devono farsi trovare pronti.


Ritengo che il Sindaco Di Fiori, conoscitore della politica, dovrà cercare non solo di tenere la sua maggioranza, ma anche allargarla soprattutto sulle questioni importanti. Noi in questi anni abbiamo approvato le opere pubbliche sempre all’unanimità, anche con il voto dell’opposizione. Al nuovo Sindaco consiglio di far andare di pari passo mediazione politica e questioni, per il bene della città.


Ho dedicato a questa città anni della mia vita e l’ho fatto con amore. Ce l'ho messa tutta, spero di aver lasciato un buon ricordo e sono onorato di aver rappresentato i cittadini di Ardea. La città è cresciuta e progredita pur tra mille difficoltà riuscendo a intraprendere la giusta strada verso il riscatto economico, sociale e culturale.


Carlo Eufemi
ex sindaco di Ardea

mercoledì 2 maggio 2012

Numeri, lacrime e sangue...

Lacrime e sangue. Quando la crisi economica è iniziata, nessuno pensava che a distanza di un anno le cose potessero peggiorare, ma la sensazione oggi è quella che l'Italia sia ancora molto lontana dal quel benessere che molti si auguravano con l'avvento di Mario Monti alla Presidenza del Consiglio. la reintroduzione della vecchia Ici sugli immobili, un'ondata infinita di microtasse e l'aumento dell'Iva dal 20 al 21% (e non è detto che ad ottobre non si arrivi al 23%) hanno reso il Paese fragile. E qui non si parla di immagine europea, della forza che l'Italia può o deve mostrare a livello internazionale, ma più semplicemente della percezione che imprenditori e gente comune hanno di ciò che sta accadendo. E veniamo al concetto di lacrime e sangue. Famiglie distrutte, aziende quasi costrette dalla crisi al licenziamento della forza lavoro, 1 maggio trasformato da festa dei lavoratori in festa dei disoccupati, ed una valanga di suicidi dettati dalla crisi. Decine e decine di imprenditori arrivati a togliersi la vita in pochi mesi perché non riuscivano più a sopportare il fardello che portavano dentro. La chiusura quasi forzata della propria azienda, decine di famiglie sul lastrico, e la sensazione di non aver costruito nulla in decenni di fatica. Neanche l'eredità da lasciare ai propri figli, se non una montagna di debiti. E al Governo si discute ancora di tagli, di tasse da aumentare, di sacrifici economici da chiedere inevitabilmente agli italiani. E chissà se qualcuno avrà il tempo di accendere la tv, o di sfogliare un giornale. Se in Italia non si sta ancora assistendo a scene di delirio come in Grecia, la realtà da queste parti è ancora peggiore. Poca confusione, nessuno slogan urlato ad alta voce da milioni di persone, ma decine di suicidi silenziosi, milioni di lacrime versate da famiglie distrutte. E un'eco di dolore che ha unito Nord e Sud. Un "urlo silenzioso" pronto a varcare le pareti di Palazzo Chigi, infilandosi nei corridoi per svegliare le menti di chi gioca con i numeri. In fondo chissà, anche la Casta ha un'anima.

Cosimo