domenica 15 luglio 2012

Mentalità mancante..


Manca sempre qualcosa per trasformare la realtà di un paese, in una città degna di questo nome. Ne è la dimostrazione il concerto tenuto ieri sera a Nettuno da Anastacia. Un evento che poteva essere ricordato per decenni, e che invece non ha ottenuto quel riscontro che tutti credevano. Una star internazionale come la popstar americana, abituata a folle oceaniche nei suoi concerti, si è trovata di fronte a poco meno di 1500 persone. Perché? Colpa di una mancata informazione a livello nazionale? Di un pubblico poco avvezzo a questo genere di eventi? Della concomitanza con il concerto all’Olimpico di Tiziano Ferro? Speriamo di no, perché una big della canzone internazionale come Anastacia non può e non deve temere la concorrenza di un buon cantautore come Tiziano Ferro. Entrambi avrebbero potuto far registrare il tutto esaurito. Così non è stato. E nonostante Anastacia abbia deliziato con una voce da brividi gli spettatori dello Steno Borghese, un evento di questa caratura passerà inosservato. Trascinando dietro di sé qualche strascico polemico. E’ giusto pagare decine di migliaia di euro una cantante per un’ora e mezza di spettacolo? Possibile pagare così tanto dei biglietti salvo poi tentare di far entrare il maggior numero di persone con sconti subito dopo l’inizio dello show? E ci si ritrova in un vortice di chiacchiere e pettegolezzi con soluzioni sempre pronte a portata di mano. Ma la quadratura del cerchio così non arriva mai. Nettuno non investe nel turismo con spettacoli di rilievo? Sbagliato. Nettuno spende per portare in città artisti del calibro di Anastacia? Sbagliato. Salvo poi trovarsi a discutere in un bar e ricominciare tutto daccapo. Non uscendo mai dall’ottica di paese. La sintesi credo sia giusto affidarla ad un vecchio adagio popolare che recitava così: “tra chi la vo’ cotta e chi la vo’ cruda….”
Cosimo